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Intelligenza artificiale e disabilità: i nuovi diritti garantiti dalla Legge italiana 132/2025

Dal 10 ottobre 2025 è in vigore la Legge 132/2025 sull'intelligenza artificiale. Impone che i sistemi IA siano accessibili e non discriminatori, anche nelle prestazioni sanitarie per persone con disabilità.

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Dal 10 ottobre 2025 l'Italia ha una propria legge sull'intelligenza artificiale: la Legge n. 132/2025. Tra i principi fondamentali del testo c'è un impegno esplicito: i sistemi di IA devono essere accessibili e non possono generare discriminazioni nell'accesso alle prestazioni mediche per le persone con disabilità. L'IA non è più solo un tema per tecnologi: è un diritto su cui il legislatore italiano ha preso posizione.

Che cos'è la Legge 132/2025

La Legge n. 132 del 2025 è il primo quadro normativo italiano organico dedicato all'intelligenza artificiale, entrata in vigore il 10 ottobre 2025. Si affianca al Regolamento UE sull'IA (EU AI Act, Reg. 2024/1689), già applicabile a livello europeo, e alla Legge Stanca e al D.Lgs. 82/2022 (European Accessibility Act) sull'accessibilità digitale.

L'obiettivo dichiarato è garantire uno sviluppo dell'IA che sia sicuro, etico e rispettoso dei diritti fondamentali. Le disposizioni riguardano il settore pubblico, il settore privato, la sanità, la scuola e il mondo del lavoro.

Cosa dice la legge sulla disabilità

L'articolo 7 della Legge 132/2025 è il più rilevante per le persone con disabilità. Stabilisce che:

  • I sistemi di intelligenza artificiale devono essere accessibili e utilizzabili da tutti, senza discriminazioni, in linea con la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (ratificata dall'Italia con la L. 18/2009)
  • Le persone con disabilità devono poter accedere alle tecnologie IA su base di uguaglianza con gli altri utenti, attraverso interfacce, informazioni e modalità d'uso accessibili
  • L'uso dell'IA in ambito sanitario non può comportare discriminazioni nell'accesso alle prestazioni mediche
  • I cittadini devono essere informati quando una tecnologia di IA viene utilizzata nel loro percorso di cura
  • Il Garante per la protezione dei dati personali ha poteri di vigilanza sull'applicazione di questi principi

Diversi articoli della legge prevedono inoltre che le informazioni sull'utilizzo dei dati personali da parte dei programmi di IA siano fornite in modo chiaro, semplice e comprensibile per tutti gli utenti, il che riguarda direttamente persone con disabilità cognitive o con bassa alfabetizzazione digitale.

Il Terzo Piano d'Azione sulla disabilità: l'IA tra le 53 azioni

Il Terzo Piano d'Azione per la promozione dei diritti e l'inclusione delle persone con disabilità — adottato con Decreto del Presidente della Repubblica del 12 marzo 2026 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 maggio 2026 — individua le tecnologie assistive e l'intelligenza artificiale tra le priorità concrete.

Il Piano si articola in 7 linee di intervento e 53 azioni e diventa vincolante per le amministrazioni pubbliche individuate come responsabili. Tra le novità più rilevanti per IA e tecnologia:

  • Promozione dello sviluppo di ausili basati su IA che migliorino autonomia, mobilità e partecipazione sociale
  • Sostegno a una progettazione universale degli strumenti tecnologici, affinché non restino prodotti di nicchia ma vengano integrati nelle tecnologie di uso comune
  • Attenzione al digital divide: rischio che le persone con disabilità meno abbienti restino escluse dai benefici dell'IA

Come sottolinea Anffas, che siede all'Osservatorio Nazionale sulla Condizione delle Persone con Disabilità: le tecnologie assistive e l'IA possono rappresentare una svolta senza precedenti per l'autonomia, ma molte tecnologie avanzate non sono ancora inserite nei nomenclatori tariffari e restano accessibili solo a chi può permettersele.

Il punto critico: chi paga l'IA come ausilio?

Questa è la questione aperta più rilevante, sollevata da una recente analisi pubblicata su Agenda Digitale (maggio 2026). Strumenti come assistenti vocali avanzati, descrittori di immagini automatici e sistemi di riconoscimento del linguaggio possono essere straordinariamente utili per persone con disabilità visiva, cognitiva o di comunicazione. Tuttavia:

  • Nessun nomenclatore tariffario li copre attualmente: non esiste una categoria per "ausilio digitale basato su IA" nel sistema di forniture del Servizio Sanitario Nazionale
  • Il costo (tipicamente un abbonamento mensile) non è rimborsabile
  • L'unica eccezione è la Regione Lombardia, che con la DGR 5323 del 17 novembre 2025 ha istituito contributi fino al 70% della spesa (massimo 16.000 euro) per ausili tecnologicamente avanzati non inclusi nel nomenclatore, con domanda aperta fino al 31 dicembre 2026

La Legge 132/2025 all'art. 7, comma 4, promuove lo sviluppo di sistemi IA che migliorano la vita delle persone con disabilità, e il Regolamento UE AI Act (art. 16, lettera l) impone requisiti di accessibilità per i sistemi ad alto rischio. Ma nessuna delle due norme prevede come un cittadino con disabilità acceda concretamente a questi strumenti nella pratica quotidiana senza pagarli di tasca propria.

Le applicazioni concrete già disponibili

Ecco alcune tecnologie basate su IA già utili per le persone con disabilità, accessibili oggi:

  • Lettori di schermo con IA (es. NVDA, JAWS, VoiceOver) per persone cieche o ipovedenti, integrati nei sistemi operativi
  • Be My Eyes con IA: descrive immagini e ambienti via fotocamera dello smartphone per persone con disabilità visiva
  • Seeing AI (Microsoft): riconosce testi, oggetti, volti e ambienti per persone cieche o ipovedenti
  • Sistemi di Comunicazione Aumentativa Alternativa (CAA) con IA: supportano persone con disabilità comunicativa (es. autismo, SLA, paralisi cerebrale)
  • Puntatori oculari con IA (es. Alba Eye Gaze + The Grid 3): consentono di comunicare, scrivere e usare un computer seguendo solo gli occhi
  • Traduttori in Lingua dei Segni Italiana (LIS) basati su avatar digitale: già attivi nelle biglietterie di Milano Centrale e Roma Termini di Trenitalia
  • Assistenti vocali (Alexa, Google, Siri, Copilot) per la gestione dell'ambiente domestico tramite comandi vocali

Cosa fare se un sistema IA è inaccessibile

La Legge 132/2025 e il D.Lgs. 82/2022 (European Accessibility Act) prevedono la possibilità di segnalare violazioni. L'AgID (Agenzia per l'Italia Digitale) è l'autorità di vigilanza per quanto riguarda l'accessibilità dei servizi digitali e può ricevere segnalazioni tramite il proprio portale. Per i sistemi IA del settore sanitario, il Garante Privacy ha un ruolo aggiuntivo di vigilanza.

Domande frequenti

La legge obbliga le aziende a rendere accessibili i loro sistemi di IA? Sì, ma con gradualità. Per i servizi e prodotti immessi sul mercato dopo il 28 giugno 2025, il D.Lgs. 82/2022 (EAA) impone requisiti di accessibilità. La Legge 132/2025 rinforza questo principio per i sistemi IA specificatamente, con attenzione particolare alla sanità.

L'assistente vocale del mio smartphone rientra nella nuova legge? Gli smartphone come prodotti rientrano nell'EAA. I sistemi operativi (iOS, Android) immessi sul mercato dopo il 28 giugno 2025 devono rispettare i requisiti di accessibilità. Gli assistenti vocali integrati (Siri, Google Assistant) ne fanno parte.

Posso ottenere un rimborso dal SSN per uno strumento IA che uso come ausilio? Attualmente no, tranne in Regione Lombardia (bando ausili tecnologicamente avanzati, ISEE max 30.000 euro, contributo fino al 70%). A livello nazionale non esiste ancora una categoria tariffaria per gli ausili IA.

Il Garante Privacy può bloccare un sistema IA che discrimina le persone con disabilità? Sì. La Legge 132/2025 attribuisce al Garante poteri di vigilanza sull'uso dell'IA in ambito sanitario, con la possibilità di intervenire quando il sistema genera discriminazioni o viola il diritto all'informazione degli utenti.

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