Sentenza UE sui caregiver: hanno diritto agli accomodamenti ragionevoli sul lavoro
La Corte di Giustizia UE (causa C-38/24, settembre 2025) ha riconosciuto ai caregiver il diritto agli accomodamenti ragionevoli sul lavoro. Chi assiste una persona con disabilità è tutelato dalla normativa antidiscriminatoria.
L'11 settembre 2025 la Corte di Giustizia dell'Unione Europea ha emesso una sentenza storica per i caregiver familiari (causa C-38/24). La Corte ha riconosciuto che chi assiste quotidianamente una persona con disabilità ha diritto agli accomodamenti ragionevoli sul luogo di lavoro, estendendo la tutela antidiscriminatoria anche a chi — pur non essendo direttamente in condizione di disabilità — subisce trattamenti svantaggiosi a causa del legame con una persona con disabilità.
Di cosa parla la sentenza
La causa C-38/24 riguardava un lavoratore che aveva subito un trattamento sfavorevole sul posto di lavoro a causa del proprio ruolo di caregiver principale per un familiare con disabilità grave. La questione centrale: la normativa europea sulla parità di trattamento in materia di occupazione (Direttiva 2000/78/CE) si applica anche ai caregiver?
La risposta della Corte è affermativa: il principio della "discriminazione per associazione" — già riconosciuto in precedenti sentenze europee — si estende anche agli obblighi di accomodamento ragionevole. Il datore di lavoro è quindi tenuto a valutare e, ove possibile, adottare misure che consentano al caregiver di conciliare il lavoro con il ruolo di assistenza.
Cosa sono gli "accomodamenti ragionevoli"
Gli accomodamenti ragionevoli sono adattamenti necessari e appropriati che non impongono un onere sproporzionato al datore di lavoro. Nel contesto del lavoro, possono includere:
- Flessibilità oraria: orari di entrata e uscita modulati sulle necessità di assistenza
- Smart working: possibilità di lavorare da casa quando necessario
- Congedi e permessi già previsti dalla Legge 104/1992 (3 giorni mensili, congedo straordinario biennale)
- Scelta della sede di lavoro più vicina al domicilio dell'assistito
- Riduzione temporanea dell'orario nei periodi di maggiore intensità assistenziale
L'impatto in Italia
La sentenza ha avuto un effetto diretto sul percorso legislativo italiano: è stato proprio questo pronunciamento europeo a dare l'impulso decisivo all'approvazione, il 12 gennaio 2026, del Disegno di Legge sul riconoscimento e la tutela dei caregiver familiari (DDL 2789) in Consiglio dei Ministri. Il DDL include esplicitamente il diritto a misure di conciliazione lavoro-cura e il diritto alla flessibilità oraria.
Come far valere i propri diritti oggi
Anche prima dell'approvazione definitiva del DDL, la sentenza UE è direttamente applicabile in Italia. Un caregiver che subisce un trattamento sfavorevole sul lavoro può:
- Contestare formalmente il trattamento al datore di lavoro, citando la causa C-38/24 della Corte di Giustizia UE e la Direttiva 2000/78/CE
- Richiedere un accomodamento ragionevole specifico (orario flessibile, smart working, ecc.)
- Rivolgersi all'Ispettorato del Lavoro in caso di mancata risposta o rifiuto ingiustificato
- Contattare le associazioni di tutela (CGIL, CISL, UIL, associazioni caregiver) per un supporto legale
Le tutele già esistenti
Mentre si attende la legge organica, le tutele già operative per i caregiver lavoratori sono:
- Permessi Legge 104: 3 giorni al mese retribuiti
- Congedo straordinario biennale (Legge 104): fino a 24 mesi di aspettativa retribuita nell'arco della vita lavorativa
- Priorità nello smart working (già prevista da alcune norme di settore)
- APE Sociale a 63 anni e 5 mesi (con almeno 6 mesi di assistenza a un familiare con disabilità grave)
Per approfondire
- Quotidianopiù — Caregiver familiari: in arrivo inquadramento, tutele e contributo economico
- Fondazione Veronesi — Una nuova legge per i caregiver
- EUR-Lex — Direttiva 2000/78/CE sulla parità di trattamento in materia di occupazione

