DDL Caregiver: al via il voto in commissione, ma le associazioni chiedono di cambiare il testo
La Camera vota il ddl Locatelli sui caregiver: bonus fino a 400 euro al mese, criteri stretti e un fronte associativo molto ampio in protesta.
Il disegno di legge sul riconoscimento dei caregiver familiari è arrivato al voto in commissione alla Camera, ma il metodo con cui si è arrivati a questo passaggio e i contenuti del testo dividono duramente maggioranza, opposizione e un fronte associativo molto ampio.
Il 2 luglio 2026 sono iniziate in Commissione XII (Affari sociali) della Camera le votazioni sul ddl n. 2789, "Riconoscimento e tutela delle persone che assistono e si prendono cura dei propri cari", presentato dalla Ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli e approvato dal Consiglio dei Ministri il 12 gennaio 2026. Annunciando l'avvio del voto, la Ministra ha scritto sui social: "Finalmente abbiamo l'opportunità di dare un riconoscimento concreto". Una parola, "finalmente", che secondo le associazioni e parte dell'opposizione non riflette il contenuto reale del testo.
Cosa prevede il ddl Locatelli sui caregiver
Il testo, composto da 15 articoli, introduce:
- Il riconoscimento giuridico del caregiver familiare, tramite una piattaforma INPS attiva da settembre 2026;
- Diversi profili di caregiver, distinti in base a convivenza e ore di assistenza settimanale (da 10 ore fino a oltre 91 ore);
- Un contributo economico fino a 400 euro al mese (massimo 1.200 euro a trimestre), erogato dal 2027 solo al profilo più impegnativo: il "caregiver familiare prevalente";
- Misure di conciliazione lavoro-cura (lavoro agile, part-time), il riconoscimento delle competenze acquisite, il supporto psicologico e la tutela antidiscriminatoria.
Per accedere al contributo economico occorre rispettare più condizioni insieme: ISEE non superiore a 15.000 euro, reddito personale entro 3.000 euro lordi annui, convivenza con la persona assistita e un carico assistenziale di almeno 91 ore settimanali (oltre 13 ore al giorno). Facendo i conti, 400 euro al mese per 91 ore a settimana equivalgono a poco più di un euro all'ora di assistenza.
Le audizioni del 24 marzo: un fronte molto ampio di critiche
Il 24 marzo 2026 la Commissione Affari sociali della Camera ha ascoltato, in un'unica giornata di audizioni, un numero molto ampio di soggetti sul ddl caregiver: ANFFAS, l'Osservatorio permanente sulla disabilità (OSPERDI), il Coordinamento nazionale famiglie con disabilità (CONFAD), il Coordinamento nazionale Caregiver Familiari Uniti (CFU), Cittadinanzattiva, la Fondazione Promozione Sociale, la Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), l'Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, Assindatcolf, Confsal, i sindacati confederali CGIL, CISL, UIL e UGL, oltre a UNIAMO – Federazione italiana malattie rare, Salute Donna e AISM.
Tra gli interventi più netti, quello di Cittadinanzattiva: l'associazione ha definito il provvedimento capace di creare una vera e propria "gerarchia della cura", individuando quattro vincoli critici nel testo:
- Il vincolo di convivenza e distanza, che riserva le tutele piene solo ai conviventi e impone un limite di 25 chilometri per i non conviventi;
- Il vincolo di parentela, che esclude dal riconoscimento amici o vicini di casa che pure svolgono attività di cura;
- L'esclusione dei caregiver minorenni, che restano privi di tutele specifiche;
- La cosiddetta "trappola della povertà", perché il sostegno economico è condizionato a soglie di ISEE e reddito così basse da trasformarlo, di fatto, in una misura assistenziale più che in un riconoscimento del lavoro di cura.
Anche il Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, Maurizio Borgo, ha ribadito in audizione che il carico di cura non può essere misurato soltanto in ore, mentre CGIL ha definito il testo inadeguato, segnalando in particolare come il vincolo dei 25 chilometri rischi di produrre effetti discriminatori.
Quante persone potranno davvero accedere al contributo?
Secondo la relazione tecnica del ddl, su una platea di riferimento di circa 500.000 caregiver di persone con un bisogno assistenziale elevato, i beneficiari effettivi del contributo economico sarebbero circa 62.000 (alcune elaborazioni più recenti indicano cifre più basse). È un numero molto ristretto anche rispetto al totale dei caregiver familiari in Italia, stimati dall'Istat tra 7 e 8,5 milioni di persone. Il confronto tra i due dati va usato con attenzione, perché mette a raffronto la platea potenziale dei beneficiari economici (calcolata sui casi più gravi) con l'universo complessivo di chi presta assistenza, in modo più o meno intenso, a un familiare.
La protesta dei caregiver: dalla piazza alle interrogazioni parlamentari
Le critiche al ddl non sono nate con l'avvio del voto in commissione. Già il 27 gennaio 2026, centinaia di caregiver provenienti da tutta Italia avevano manifestato in Piazza Santi Apostoli a Roma, in una mobilitazione organizzata dal coordinamento Caregiver Familiari Uniti (CFU), che riunisce diverse migliaia di aderenti. Ai manifestanti si è accompagnata una conferenza stampa a Montecitorio, per chiedere il riconoscimento del lavoro di cura, tutele previdenziali e requisiti di accesso meno stringenti.
Con l'avvio del voto in commissione, il fronte critico si è spostato anche sul piano istituzionale. Alcune parlamentari di opposizione hanno annunciato il deposito di un'interrogazione parlamentare congiunta Camera-Senato, contestando le modalità con cui si sarebbe arrivati al testo in votazione senza recepire pienamente le proposte emerse dalle audizioni. Anche il senatore Orfeo Mazzella (M5S), vicepresidente della Commissione Affari sociali del Senato, è intervenuto pubblicamente chiedendo alla maggioranza cinque correttivi concreti: l'eliminazione della soglia di reddito personale di 3.000 euro, l'innalzamento della soglia ISEE, un contributo economico più consistente, l'introduzione di una tutela previdenziale figurativa obbligatoria e Livelli Essenziali di Prestazioni Sociali uniformi su tutto il territorio nazionale dedicati ai caregiver.
Va detto che questa è la lettura di una parte politica e del mondo associativo: il Governo e la Ministra Locatelli hanno più volte rivendicato il ddl come "il primo passo dopo oltre venti tentativi falliti in vent'anni", frutto di un tavolo tecnico durato oltre un anno con associazioni, sindacati ed enti locali, sottolineando che le risorse stanziate (257 milioni di euro annui a regime dal 2027) sono le più alte mai messe a disposizione su questo tema.
Cosa succede ora
Il ddl prosegue il suo iter in Commissione Affari sociali della Camera. Per diventare legge dovrà essere approvato nello stesso identico testo sia dalla Camera sia dal Senato, con eventuali modifiche che potrebbero riaprire il confronto sui punti più contestati: l'ampiezza della platea, l'importo del contributo, il vincolo di convivenza e i criteri di accesso.
Domande frequenti
Quanto vale il contributo economico previsto dal ddl caregiver? Fino a 400 euro al mese (1.200 euro a trimestre), erogato dal 2027 solo al profilo di caregiver convivente con carico assistenziale più elevato.
Quali requisiti servono per accedere al contributo? ISEE non superiore a 15.000 euro, reddito personale entro 3.000 euro lordi annui, convivenza con la persona assistita e almeno 91 ore di assistenza a settimana.
Quali associazioni hanno criticato il ddl? Tra le altre, ANFFAS, Cittadinanzattiva, CONFAD, CFU, UNIAMO, FISH, Carer, CGIL, CISL, UIL e UGL, oltre alla Conferenza delle Regioni e al Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità.
La legge è già approvata? No. Il testo è in votazione in Commissione Affari sociali della Camera e dovrà poi passare al Senato prima di diventare legge.
In Italia
Chi assiste un familiare con disabilità o non autosufficiente può oggi fare riferimento a:
- I permessi e i congedi della legge 104/1992, già in vigore;
- Le misure regionali già attive in alcune Regioni (ad esempio Emilia-Romagna, Lazio, Toscana), in attesa della legge nazionale;
- Le associazioni di categoria (FISH, Anffas, Cittadinanzattiva, Carer, CFU e altre) per informazioni aggiornate sull'iter del ddl e sulle iniziative di mobilitazione.
Per approfondire
Fonte principale: QdS.it – Riconoscimento del caregiver familiare, iniziate le votazioni sul ddl in commissione alla Camera
Altre fonti consultate:
- Cittadinanzattiva – Audizione sul ddl caregiver: un provvedimento che burocratizza la fatica del caregiver
- Camera dei Deputati – Audizioni su caregiver familiare e prestazioni sanitarie, 24 marzo 2026
- Il Fatto Quotidiano – Caregiver familiari in piazza: prima manifestazione nazionale a Roma
- Vita.it – Caregiver familiare: il testo del ddl è arrivato in Parlamento
- CGIL – Caregiver: Cgil in audizione, ddl inadeguato
- Associazione Carer – Caregiver, in Italia sono 7 milioni

