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Riforma della disabilità e progetto di vita: cosa cambia con il decreto legislativo 62 del 2024

La riforma della disabilità (D.Lgs. 62/2024) unifica la valutazione e introduce il progetto di vita. Sperimentazione in corso, applicazione ovunque dal 2027.

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Il decreto legislativo 62 del 2024 è la parte centrale della riforma italiana della disabilità: sostituisce i vecchi accertamenti con un'unica valutazione di base e introduce il progetto di vita. È in sperimentazione dal 1° gennaio 2025 e dovrà essere applicato in tutta Italia dal 1° gennaio 2027.

Che cosa prevede il decreto legislativo 62/2024?

Il decreto dà attuazione alla legge delega 227/2021, approvata all'unanimità dal Parlamento, ed è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14 maggio 2024. Ha due pilastri.

La valutazione di base. Secondo il sito ufficiale della riforma, la nuova procedura:

  • sostituisce e ingloba gli accertamenti di invalidità civile, di disabilità ai sensi della legge 104/1992 e quelli per scuola e lavoro;
  • si avvia con il solo certificato medico introduttivo, che vale già come istanza;
  • affida l'accertamento a un unico soggetto, l'INPS, in un'unica fase;
  • guarda al funzionamento della persona e al livello di sostegno di cui ha bisogno, non più alla sola patologia.

Il progetto di vita. Parte dai desideri e dalle preferenze della persona, passa da una valutazione multidimensionale e si realizza con un budget di progetto flessibile. Può essere richiesto in qualsiasi momento e a qualsiasi età, anche da chi ha un certificato rilasciato con le vecchie regole.

Quali sono i tempi di attuazione?

  • 30 giugno 2024: in vigore ovunque la nuova terminologia, l'accomodamento ragionevole e l'autogestione delle risorse dei progetti individuali.
  • Dal 1° gennaio 2025: sperimentazione in nove province: Brescia, Catanzaro, Firenze, Forlì-Cesena, Frosinone, Perugia, Salerno, Sassari e Trieste.
  • Dal 1° marzo 2026: estensione a ulteriori 40 province. Il sito ufficiale parla di sessanta province coinvolte.
  • Entro il 30 novembre 2026: decreto del Ministero della salute con i nuovi criteri di accertamento, basati sull'ICF e con meno visite di revisione. Le prime tre condizioni sperimentate sono diabete di tipo 2, sclerosi multipla e disturbi dello spettro autistico.
  • 1° gennaio 2027: applicazione in tutta Italia. Secondo Trend Sanità, un rinvio introdotto dal Milleproroghe ha spostato la data dal 1° gennaio 2026.

Le certificazioni già rilasciate restano valide, in base al principio di non regressione.

Quali sono i punti di forza?

  • Una procedura unica al posto di più accertamenti separati.
  • Un concetto di disabilità basato sull'interazione tra persona e contesto, in linea con la Convenzione ONU.
  • Un diritto esplicito al progetto di vita, con budget personalizzabile.
  • La sperimentazione serve a individuare problemi prima dell'avvio generale, anche con un eventuale decreto correttivo.

Quali critiche motivate sono state espresse?

Le principali osservazioni vengono dalla FISH, la federazione che rappresenta persone con disabilità e famiglie. Non mettono in discussione la riforma, ma chiedono che sia attuata davvero.

  • Tempi: la FISH ha chiesto date certe, per evitare ulteriori slittamenti.
  • Risorse: a settembre 2026 la FISH ha contestato un emendamento che destina 4,6 milioni di euro per il 2026 alle pensioni anticipate dei giornalisti, perché a suo avviso intacca i fondi per la valutazione di base. Al momento non risulta una replica ufficiale.
  • Qualità della valutazione: secondo la FISH, meno risorse rischiano di ridurre la partecipazione dei professionisti sanitari.

Domande frequenti

Devo rifare la certificazione che ho già? No. Le certificazioni rilasciate prima della riforma restano valide e i diritti già maturati sono mantenuti.

Il progetto di vita è automatico? No. Parte su richiesta della persona interessata e passa da una valutazione multidimensionale.

La riforma vale già dove abito? Dipende dalla provincia. Dal 1° gennaio 2027 varrà ovunque.

Per approfondire

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