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Riabilitazione ospedaliera: dal 1° luglio 2026 nuove tariffe nazionali, primo aggiornamento dal 2012

Dal 1° luglio 2026 il decreto del Ministero della Salute aggiorna le tariffe SSN per la riabilitazione ospedaliera, primo aggiornamento dal 2012.

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Dal 1° luglio 2026 sono entrate in vigore le nuove tariffe per la riabilitazione ospedaliera e la lungodegenza post-acuzie a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Il decreto — pubblicato il 30 giugno 2026 dal Ministero della Salute di concerto con il Ministero dell'Economia e delle Finanze — rappresenta il primo aggiornamento organico delle tariffe di questo settore dopo quelle introdotte dal decreto del 18 ottobre 2012: quattordici anni di stasi, durante i quali i costi delle strutture erano cresciuti considerevolmente mentre i rimborsi restavano fermi.

Perché questo aggiornamento era urgente

Le tariffe di riabilitazione definiscono quanto il SSN rimborsa alle strutture che erogano prestazioni riabilitative per conto dello Stato. Quando le tariffe non vengono aggiornate per anni, accade un disallineamento sempre più grave tra i costi reali di personale, tecnologia e gestione e il rimborso ricevuto.

Per la Società Italiana di Medicina Fisica e Riabilitativa (SIMFER), il nuovo decreto è il risultato di un lungo lavoro istituzionale volto a valorizzare il ruolo della riabilitazione all'interno del sistema sanitario. Il presidente di SIMFER ha commentato che anni di lavoro di più consigli di presidenza hanno portato finalmente al riconoscimento del valore aggiunto delle cure riabilitative per le persone con disabilità.

Cosa cambia concretamente

Il decreto aggiorna le tariffe massime nazionali per:

  • DRG (Diagnosis-Related Groups) post-acuzie: i rimborsi per i ricoveri in strutture di riabilitazione intensiva (codice 56 – riabilitazione neuromotoria, codice 75 – fibrosi cistica, ecc.)
  • Lungodegenza: i ricoveri per persone con patologie croniche che richiedono assistenza prolungata

L'investimento aggiuntivo a regime è di 210,7 milioni di euro all'anno, finanziato attraverso le risorse stanziate dalla legge di bilancio 2025 (1.000 milioni annui dal 2026 per l'aggiornamento delle tariffe sanitarie complessive) e ripartito come segue:

  • 350 milioni per i DRG post-acuzie (riabilitazione)
  • 650 milioni per la restante assistenza ospedaliera per acuti

Chi beneficia di questo aggiornamento

L'aggiornamento delle tariffe ha un impatto positivo su diverse categorie di pazienti, con particolare rilievo per le persone con disabilità acquisita:

  • Chi ha subito un ictus cerebrale e necessita di riabilitazione neuromotoria e logopedica
  • Chi ha subito un trauma midollare e necessita di percorsi riabilitativi intensivi
  • Chi ha subito amputazioni e deve apprendere l'uso di protesi
  • Chi ha fratture gravi (femore, vertebre) che richiedono lungodegenza riabilitativa
  • Chi ha lesioni cerebrali acquisite (trauma cranico, anossie)
  • Persone anziane con disabilità funzionale che necessitano di recupero post-chirurgico

Il principio della tariffa come limite massimo

Le nuove tariffe rappresentano il limite massimo nazionale: le Regioni possono adottare propri tariffari, anche superiori a quello nazionale, purché nel rispetto degli equilibri di bilancio regionali. Questo significa che l'effettivo livello di rimborso può variare tra Regione e Regione, creando potenziali differenze territoriali nell'accessibilità ai servizi riabilitativi.

Non tutti i privati sono soddisfatti

Il provvedimento non ha ricevuto un'accoglienza unanimemente positiva dal settore privato accreditato. L'Unione Nazionale Ambulatori, Poliambulatori, Enti e Ospedalità Privata (UAPI) aveva già espresso riserve prima dell'approvazione, ritenendo alcune tariffe non pienamente sostenibili. Le strutture private accreditate che erogano riabilitazione per conto del SSN dovranno valutare caso per caso la sostenibilità economica delle nuove tariffe rispetto ai propri costi operativi.

Il legame con la riforma disabilità

L'aggiornamento delle tariffe di riabilitazione si inserisce in un quadro più ampio di attenzione alla disabilità e alla riabilitazione nell'Italia del 2026. Insieme al nuovo Nomenclatore Tariffario per gli ausili (in vigore dal 21 settembre 2026) e alla riforma dei LEA, il decreto del 30 giugno contribuisce a costruire un sistema sanitario più equo per le persone con disabilità acquisita, che dipendono in modo significativo dai servizi di riabilitazione ospedaliera per recuperare o mantenere la propria autonomia.

Come accedere alla riabilitazione ospedaliera

Il percorso di accesso alla riabilitazione ospedaliera non cambia con il nuovo decreto:

  1. La prescrizione/proposta arriva dal medico specialista (neurologo, fisiatra, ortopedico, geriatra) durante il ricovero per acuti o in seguito a visita ambulatoriale
  2. Il medico di medicina generale può fare una proposta di ricovero riabilitativo
  3. Il distretto ASL valuta e autorizza il ricovero nella struttura più adeguata
  4. La struttura riabilitativa accreditata eroga il percorso a carico del SSN (con eventuale ticket)

Non è richiesto nessun adempimento aggiuntivo per beneficiare delle nuove tariffe: queste si applicano automaticamente a tutte le prestazioni erogate dal 1° luglio 2026 in poi.

Domande frequenti

Devo pagare di più per la riabilitazione con le nuove tariffe? No. L'aggiornamento riguarda i rimborsi alle strutture, non il costo a carico del paziente. Chi ha l'esenzione (ad es. per disabilità grave o invalidità) continua a non pagare il ticket; chi non è esente paga il ticket previsto dalla propria Regione, invariato.

Le nuove tariffe si applicano anche alla riabilitazione ambulatoriale? No, questo decreto riguarda specificamente la riabilitazione ospedaliera e la lungodegenza. Le tariffe per la riabilitazione ambulatoriale e per gli ausili protesici sono oggetto di un decreto separato (Nomenclatore Tariffario, in vigore dal 21 settembre 2026).

Le tariffe sono uguali in tutta Italia? Le tariffe del decreto ministeriale sono il limite massimo nazionale. Le Regioni possono applicare tariffe più alte se lo ritengono necessario per garantire la disponibilità dei servizi, nel rispetto dei propri bilanci sanitari.

Per approfondire

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