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Progetto di vita: l'INPS attiva i servizi digitali per fare domanda. Guida pratica per chi può richiederlo

Dal 4 agosto 2026 l'INPS ha attivato il servizio SISDA per presentare domanda di progetto di vita online. Chi può farlo, come accedere e cosa succede dopo.

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Con i messaggi n. 2550 e n. 2551 del 4 agosto 2026, l'INPS ha reso operativo uno dei passaggi più concreti della riforma della disabilità (d.lgs. 3 maggio 2024, n. 62): il servizio digitale che permette alle persone con disabilità di richiedere l'avvio del progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato.

Si tratta di un doppio strumento: il primo consente alla persona con disabilità di presentare domanda; il secondo permette agli Ambiti Territoriali Sociali (ATS) di consultare e gestire le istanze ricevute.

Che cos'è il progetto di vita e perché è importante

Il progetto di vita è lo strumento centrale della riforma della disabilità: un piano personalizzato che, a partire dai bisogni e dai desideri della persona, definisce gli obiettivi di vita e i sostegni necessari per raggiungerli — dal lavoro all'abitare, dai trasporti alla partecipazione sociale.

A differenza del vecchio approccio basato sulla "residuale capacità lavorativa" o sulle limitazioni, il progetto di vita parte dalle aspirazioni e dalle competenze della persona, con la persona al centro di ogni decisione. Non sostituisce le prestazioni economiche già ricevute (pensioni di invalidità, indennità di accompagnamento), ma si affianca a esse per costruire un percorso di vita più autonomo.

Chi può fare domanda adesso

L'accesso al servizio è riservato, in questa fase, a chi risiede nelle province coinvolte nella sperimentazione della riforma (avviata il 1° gennaio 2025 e progressivamente estesa fino a circa 60 province con la terza fase del 1° marzo 2026).

I requisiti per presentare istanza:

  • Possesso di un certificato di disabilità ai sensi del d.lgs. 62/2024 (rilasciato nelle province sperimentali), con almeno una delle seguenti condizioni: invalidità civile superiore al 33%, determinate minorazioni visive o uditive, necessità di sostegno almeno lieve
  • Oppure certificazione rilasciata ai sensi della legge 104/1992 prima dell'entrata a regime della riforma

Sono escluse, in questa fase, le persone ultrasettantenni non autosufficienti titolari di indennità di accompagnamento per invalidità civile o cecità assoluta.

La domanda può essere presentata dalla persona con disabilità stessa, dal genitore del minore, oppure da tutore, curatore o amministratore di sostegno quando ne ricorrono i presupposti.

Come presentare la domanda online

Per accedere al servizio SISDA è necessario essere in possesso di:

  • SPID di livello 2 o superiore
  • CIE (Carta d'Identità Elettronica) di livello 3
  • CNS (Carta Nazionale dei Servizi)
  • eIDAS (per cittadini UE)

Sul portale INPS, il percorso è: "Sostegni, Sussidi e Indennità" → "Per disabili/invalidi/inabili" → servizio "SISDA – trasmissione istanze per il progetto di vita".

In alternativa, il decreto prevede comunque la possibilità di presentare domanda in forma libera direttamente presso l'ATS (Ambito Territoriale Sociale) competente per il Comune di residenza, senza necessità di passare dal portale INPS.

Cosa succede dopo la domanda

Con l'invio dell'istanza tramite INPS, la persona autorizza l'Istituto a trasmettere all'ATS:

  • Il certificato definitivo della condizione di disabilità (in versione integrale e in versione con omissis)
  • Le eventuali variazioni successive al certificato
  • Il questionario WHODAS (se disponibile), che misura il livello di funzionamento nelle attività quotidiane
  • I dati di contatto

Sarà poi l'ATS a contattare la persona e ad avviare il percorso della valutazione multidimensionale, che porterà alla costruzione del progetto di vita. Il procedimento è di competenza dell'Ambito territoriale responsabile.

Il ruolo degli Ambiti Territoriali Sociali

Il messaggio n. 2551 riguarda il versante istituzionale: gli operatori degli ATS o degli altri enti individuati dalle Regioni (in alcuni casi, Comuni singoli o associati) possono accedere al sistema SISDA per consultare e gestire le istanze.

Per abilitarsi, gli operatori devono presentare il modulo AA17 alla struttura INPS territorialmente competente (anche via PEC). Una volta autenticati, possono:

  • Consultare l'elenco delle istanze di competenza
  • Visualizzare dati anagrafici, certificati, questionario WHODAS e ricevuta di presentazione
  • Registrare la "presa in visione" (che aggiorna lo stato a "in gestione all'ATS")
  • Chiudere l'istanza indicando come esito: progetto di vita sottoscritto, rinuncia della persona, o decesso

Il calendario della riforma: chi deve ancora attendere

Per chi risiede in province non ancora coinvolte nella sperimentazione, il percorso di accertamento rimane quello tradizionale. Il sistema entrerà a regime su tutto il territorio nazionale dal 1° gennaio 2027.

Province incluse nella terza fase sperimentale (1° marzo 2026): oltre 60, tra cui le principali aree metropolitane italiane — Milano, Roma, Torino, Bologna, Venezia, Firenze, Catania, Palermo, Napoli (alcune province dell'area).

Chi risiede in province non sperimentali può comunque iniziare a informarsi e prepararsi, rivolgendosi al proprio ATS o patronato per comprendere quando sarà attivata la sperimentazione nella propria area.

Domande frequenti

Il progetto di vita è obbligatorio? No. È uno strumento volontario: la persona con disabilità sceglie se attivarlo. Non è una condizione per mantenere le prestazioni economiche già in corso.

Il progetto di vita sostituisce le prestazioni che già ricevo? No. Le indennità, le pensioni e le agevolazioni già riconosciute rimangono invariate. Il progetto di vita si affianca a esse per costruire un percorso di autonomia.

Posso fare domanda anche se sono in una provincia non sperimentale? Per ora no. Il servizio digitale SISDA è disponibile solo nelle province sperimentali. Chi risiede altrove dovrà attendere l'entrata a regime nazionale (1° gennaio 2027).

Quanto tempo passa tra la domanda e l'avvio del percorso? Il decreto non fissa termini certi per il progetto di vita. L'ATS deve "prendere in visione" l'istanza e poi avviare il contatto. I tempi dipendono dall'organizzazione del singolo ATS.

Per approfondire

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